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LA QUESTIONE DEL MARCHIO REIKI

Publicado por Endi Bresci en


L
ettera di  Carrel Ann Farmer
Tratto da: 
Southwestern Usui Reiki Ryoho Association

Risorsa: http://www.chiamareiki.it/questione_del_marchio_reiki.htm

Premessa: Il Titolo di Grand Master
La Reiki Alliance riconobbe Phyllis Lee Furumoto, successore di Takata-Sensei, come Grand Master, e Portatrice del Lignaggio Spirituale di Usui Shiki Ryoho. Prima di allora, il titolo  “Grand Master” non aveva avuto alcun rapporto con  Reiki.
Il Certificato di Takata-Sensei, ricevuto da Hayashi-Sensei nel Febbraio1938, non fa menzione di questo termine e  definisce  lo “status”  di Takata-sensei come quello di: “… praticante e Master del sistema di guarigione Reiki del Dr. Usui…“, pur  affermando esplicitamente che Takata-Sensei era: “..in questo momento, la sola persona negli Stati Uniti autorizzata a conferire simili poteri ad altri…” ,
Chi è, quindi, il “Grand Master”, il “Portatore del lignaggio” o il “Proprietario” di Reiki? Si può davvero mettere un marchio sul Reiki? 
Quella che segue è una lettera di Carell Ann Farmer, la quarta master iniziata da Phyllis Furumoto, che era presente alla prima riunione di masters, nel 1982, ed a quella in cui fu fondata la Reiki Alliance, nel 1983.

Dicembre 1997

Cari Reiki Masters,
Scrivo questa lettera per condividere la mia verità in risposta agli eventi attuali che riguardano la pratica del Reiki, in particolare: il progetto dell’Ufficio del Grand Master, il concetto di un unico e legittimo erede, portatore del lignaggio, il diritto di marchio e licenza.
Scrivo per fornire un quadro più completo della crescita del Sistema di Reiki Usui.
Scrivo perché ora ho il coraggio e la comprensione per farlo.
Scrivo per incoraggiare altre persone a dire la loro verità.
Scrivo per onorare la forza vitale che vive in me
.

Sono stata addestrata da Phyllis Furumoto, nel Gennaio 1981, ai primi due livelli di Reiki. Durante il seminario di primo livello, ho ricevuto tre doni:
il sapere che ero un’insegnante di questa arte di guarigione naturale (conosciuto allora come Reiki , un’Arte Giapponese di Guarigione Naturale),
il sapere che era un percorso individuale e la mia saggezza interiore mi avrebbe sempre guidata,
il sapere che quando toccavo, sarebbe avvenuta la guarigione.
Il realizzarsi di questa saggezza mi ha rinforzato, negli anni seguenti, nelle sfide che mi si sono presentate.

Fui iniziata Reiki Master l’1 Aprile 1982. Fui il quarto Reiki Master iniziato da Phyllis. Pagai a Phyllis $10.000. Phyllis mi chiese di prendere due impegni: di onorare Reiki come tradizione oraleche esso fosse la mia sola fonte di reddito. Io mi impegnai. Mi impegnai anche di far crescere il master in me.
Ho mantenuto il mio  impegno relativo alla tradizione orale. Al momento di prendere quell’impegno, in realtà, non capivo cosa significava impegnarsi ad onorare una tradizione orale.
Ero una madre single con due figli e nessuna altra fonte di reddito. Fu un enorme salto di fede confidare che l’Universo mi avrebbe fornito tutto quello di cui avevo bisogno per crescere i miei figli. Il mio lavoro era insegnante di guarigione naturale e la mia vita veniva mantenuta da questa pratica. Sono stata invitata a viaggiare molto per fare seminari e trattamenti. E’ stata una esperienza profonda di supporto ed amore. Mi ha insegnato l’essenza del Reiki.
Ho mantenuto il mio impegno che fosse la mia sola fonte di reddito.
L’1 Aprile 1996, portai il mio lavoro di guarigione nel mondo degli affari, dove avevo acquisito esperienza e forza nel mantenermi salda,  a dispetto della politica e del risultato ultimo di fare profitto. Vivo la pratica quietamente e continuo ad approfondire la mia comprensione di cosa voglia dire seguire la mia saggezza interiore e dedicare la mia vita all’essere master.

Alcuni dei ricordi che voglio condividere sono parti di conversazioni che ebbi con Phyllis, durante i seminari dei primi due livelli Reiki, il mio successivo addestramento come Reiki Master e la mia amicizia con lei, che è durata parecchi anni. Avevo tenuto riservate queste conversazioni sulla base della mia etica personale. Il rapporto interattivo con Phyllis non esiste più e questo per mia scelta. Avevo sentito, per molti anni, che non potevo allinearmi al controllo e al potere che lei esercitava nel suo ruolo.

Phyllis ed io eravamo forti catalizzatrici l’una per l’altra. Ognuno di noi ha un proprio destino da compiere. Come in tutte le relazioni, noi abbiamo il diritto di concordare e discordare. Voglio affermare chiaramente che non ho alcun interesse a far apparire che Phyllis  “abbia sbagliato” nelle sue scelte. Desidero solo parlare dal cuore e parte di quello che devo dire è in disaccordo con le sue scelte. E’ stato un percorso difficile per me perché lei era la mia insegnante e mia amica. Mi era stato insegnato che uno dei precetti del Reiki era “onorare il proprio insegnante”.

Conobbi Phyllis poco dopo che sua nonna, Hawayo Takata morì. Per alcuni anni (1981 – 1984) fummo molto vicine. Phyllis si confidava con me. Mi parlava, in dettaglio, della sua confusione a proposito della  morte della nonna, del fatto che la nonna non aveva chiarito il ruolo futuro di Phyllis, della mancanza di direttive nella propria vita  e della sua paura, di fronte all’opportunità che le si presentava, di ricoprire la posizione che sua nonna aveva tenuto.

Ricordo il giorno in cui arrivò a casa mia ed annunciò che aveva preso una decisione. La sua decisione era chiara. Disse, “Io andrò dietro ai soldi.” Aveva deciso di proseguire il lavoro della nonna – fare lezioni, iniziare Masters – per il suo potenziale guadagno. Iniziò quattro Masters, tra Febbraio1981 e Aprile 1982. Cominciò a pianificare la prima riunione di Reiki Masters nelle Hawaii (Aprile 1982) ed il servizio  funebre in memoria della nonna. Per molti aspetti, si stava già muovendo come se fosse nei panni della nonna. La sua affermazione: “Io andrò dietro ai soldi” ha avuto un profondo impatto su di me. Mi sembrò sbagliata, data la mia esperienza con Reiki. Anche se ero una neofita, avevo sentito la profondità insita in Reiki. Avevo sentito l’impatto spirituale. La sua decisione era una decisione materialistica. Per me non vi era consapevolezza spirituale associata ad essa e sentivo il paradosso di tutto ciò. La mia confusione, riguardo il precetto: “onora il tuo insegnante”, aumentò.

Mi sedetti nel cerchio, alla prima riunione di Reiki Masters nelle  Hawaii, nel 1982. Ero stata iniziata Master da 10 giorni. Ascoltai i racconti di come Takata avesse insegnato a ciascun master in modo differente. Disegnammo i simboli insieme. Il gruppo rimase piuttosto scioccato nello scoprire che erano (stati insegnati) diversi, simili in alcuni aspetti e differenti in altri. Cosa voleva dire questo? La discussione al riguardo portò all’accordo che avremmo, tutti, usato gli stessi simboli. Non mi ricordo più, esattamente, come abbiamo fatto a stabilire quali fossero i simboli corretti. Questo ha segnato l’inizio del tentativo di standardizzazione. Il metodo di insegnamento unico della Takata fu fonte di grande turbamento. Non comprendevamo il concetto di “unicità” (del metodo di insegnamento) e lo affrontavamo in base alla nozione occidentale di “uniformità e standardizzazione”. Non fu chiaro nella discussione se qualcuno del gruppo avesse compreso la vera valenza dei simboli, quali catalizzatori per il risveglio interiore e per la connessione con l’Energia. Se ciò fosse stato compreso allora, non ci saremmo imbarcati  nel lavoro teso a  fare in modo che i simboli di tutti fossero esattamente gli stessi. 
E’ stato  compreso questo adesso? Comprendiamo che il modo in cui Takata insegnava consentiva a ciascun master la libertà di scoprire la propria unicità? Comprendiamo che ciascun master è unico?

Anche io sentii la confusione. Non era stato nominato alcun successore. Barbara Weber si proponeva come prossima leader. Ciò era fonte di preoccupazione perché aveva compiuto alcuni passi ed aveva vantato alcuni accordi con Takata. Inoltre, lei era stata invitata a partecipare alla riunione ed aveva declinato l’invito.

A Phyllis fu chiesto cosa le aveva detto Takata prima di morire. Phyllis rispose che sua nonna aveva sperato che lei seguisse i suoi passi, ma che non aveva detto nulla di definitivo al riguardo. Le fu chiesto se avesse ricevuto altri insegnamenti o simboli da Takata. Non ne aveva, ma, d’altra parte, era la sola persona del gruppo che avesse cominciato ad “iniziare” masters. Sotto molti aspetti, stava conducendo lei la riunione. Disse che era disponibile ad essere scelta come la persona che avrebbe seguito le orme  di Takata ed, alla fine, era ciò che sembrava che sarebbe successo. Sembrava che nessuno volesse la responsabilità del ruolo, eccetto Phyllis, e nessuno capiva veramente cosa dovesse accadere. Penso che non avevamo neppure un barlume di comprensione di come Reiki potesse andare avanti senza un “leader”

A quella riunione, ricevetti un altro dono profondo. Ebbi una esperienza formidabile riguardo il concetto di “grand master”. Sapevo dentro di me che avevo il potenziale per essere un grand master. Ero stata appena iniziata a Master, ero la “bimba” del gruppo. La possibilità di vedermi impersonare il concetto di grand master o l’idea di dichiarare che avevo quella profonda conoscenza era ridicola e terrificante. Decisi di non dirlo.

Magari avessi avuto il coraggio e la fiducia nel cuore per dirlo! Avrebbe fatto una grande differenza per il futuro del Reiki. E’ chiaro, per me, che se avessi parlato, sarebbe iniziata una discussione sul concetto di “grand master”. Il futuro del Sistema Usui di Reiki poteva essere molto differente. Considerate per un momento una discussione sul concetto di “grand master” tra quei Reiki masters. “grand master, non come titolo o posizione, ma come possibilità che ciascuno di noi potesse aspirare ad esso. Credo che, ad un qualche livello, a quella riunione ognuno abbia avuto questa esperienza energetica di potenziale grand master. So questo essendo stata una dei partecipanti, sentivo quell’energia attraverso il mio corpo e sentivo tutta la forza ed il potenziale di quella consapevolezza. So che noi tutti abbiamo l’opportunità di indirizzare la nostra vita verso il grand master. Potremmo vivere nella domanda: “Cosa vuol dire grand master”? Una potente focalizzazione spirituale che è nostra per diritto di nascita.
Vivere in questa domanda è piuttosto differente dall’agire come se fossimo “grand masters”. Se vi è una designazione, o un onore con un titolo, credo che debba essere guadagnato vivendo una vita esemplare.

Mi sembra che si sia dimenticata l’ingenuità dei partecipanti al meeting. Era la prima volta, in America, che un gruppo di Reiki Masters si riuniva. Eravamo tutti essenzialmente dei “bimbi” nella pratica Reiki. Affrontavamo questioni che richiedevano saggezza e maturità nella pratica Reiki. Credo che all’epoca non cominciavamo nemmeno a capirlo. La mancanza di chiarezza a proposito della  successione, la confusione sul metodo di insegnamento di Takata, le variazioni dei simboli, la “minaccia” che Barbara Weber riempisse il vuoto apertosi alla morte di Takata erano esplicite paure del gruppo. Nessuno conosceva la decisione di Phyllis di “andare dietro ai soldi,” tranne me, ed io non condivisi quella informazione. Nessuno dei presenti aveva afferrato che, il fatto che Takata non avesse designato un successore, significava che non doveva esserci alcun successore. E’ possibile che questa sia la verità.

Un ulteriore sviluppo ci fu alla successiva riunione di Reiki Masters, che fu tenuta in casa di Barbara Brown, in British Columbia nel 1983. Fu formata la Reiki Alliance. Non ricordo più i dettagli esatti. Mi ricordo che Phyllis si comportava da leader e che la maggior parte delle persone che erano lì si muovevano secondo l’energia della situazione. Ricordo di avere passato giorni lavorando sulla dichiarazione di intenti della Reiki Alliance. Era l’inizio di una ulteriore occidentalizzazione del Reiki. Essendo persone nate e cresciute in  Occidente, abbiamo certi valori e certe definizioni. Quando questi valori e definizioni vengono applicati a valori e definizioni di un’altra cultura, essi cambiano il significato originale. Nel caso del Reiki, penso che abbiamo deviato moltissimo dell’insegnamento e dall’intento originale. Occorrono studio intenso e osservazione, per comprendere una differente cultura. Il solo strumento che avevamo, per comprendere, era il frutto della nostra mentalità occidentale. Questo modo occidentale di pensare, unito alle motivazioni di Phyllis, portarono al suo riconoscimento come Grand Master e, più tardi, alla sua proclamazione quale portatrice del lignaggio ed a far sì che, ora, lei sia  la sola e legittima erede del Sistema Usui di Reiki.
Non penso che quello che emerse fosse nell’energia del sistema stesso, ma il risultato del metodo occidentale e dell’ambizione di Phyllis.
Alla successiva riunione della Reiki Alliance, uno dei Masters chiese a Phyllis di parlare di ciò che era avvenuto, quando era morta Takata e di come lei si fosse proclamata suo successore. Ella cominciò a raccontare una storia che era una invenzione. Io le richiesi la verità. Phyllis ritirò le sue affermazioni, ma la domanda restò senza risposta. Dopo quella riunione, io lasciai la Reiki Alliance. Sentivo che Phyllis aveva costruito una invenzione riguardo il Sistema Usui di Reiki, a protezione delle proprie finalità. Cominciai il mio personale percorso con Reiki. Cominciai a seguire la mia saggezza interiore.

Negli ultimi diciassette anni, ho approfondito la comprensione e l’integrazione di quei tre primi doni del seminario di primo livello e del quarto dono, ricevuto quando sedetti nel cerchio, nelle  Hawaii nel 1982. Quelle esperienze spirituali sono state le mie guide in questo viaggio. E’ una benedizione della mia vita che mi ha portato ad una semplicità e ad un amore sempre maggiore
Io non mi allineo con le complesse nozioni che vengono espresse attualmente da Phyllis, riguardo questa pratica. Non mi allineo con alcuna delle nozioni relative al ruolo di grand master, ufficio di grand master, portatore di lignaggio, solo e legittimo erede del Sistema Usui di Reiki,  o con le somme di danaro fissate per avere  la licenza di Masters perché non provengono dal sistema stesso. A chi serve tutto questo? Chi trae beneficio da tutta questa “roba”? A me sembra che sia Phyllis.

Le nozioni di forma, disciplina e pratica sono insite nel modo in cui questa arte di guarigione viene presentata dal Reiki Master. Almeno ciò è stato vero ad un certo momento. Nella tradizione oralesi dava enfasi alla scoperta del sé, contenuta nel concetto: “permetti che l’Energia ti conduca“, non vi è alcun bisogno di lunghi trattati al riguardo, abbi fiducia nel Tuo Reiki Master, per vivere Reiki e modellarti ad esso(Reiki) è semplice. Esiste!

Siamo tutti portatori di lignaggio, eredi legittimi e, potenzialmente, grand masters. Non vi è diritto esclusivo di una sola persona. Noi abbiamo una grande opportunità per liberarci dalla confusione e ritornare alla vera semplicità di questa pratica gentile. Credo che adesso abbiamo (raggiunto) la maturità e la capacità di parlare, di essere ascoltati, di portare avanti la dignità e l’integrità di questo insegnamento. Siamo tutti responsabili di ciò che è accaduto e siamo tutti responsabili del futuro.

Essere Reiki Master vuol dire preservare una fiducia sacra. Questa purezza di cuore è l’essenza di ciò che abbiamo da condividere. 
Io prego che, insieme, possiamo portare avanti questa purezza per chiarire il passato, vivere quello che insegniamo ed insegnare quello che viviamo.

Mando questa lettera con amore e benedizioni,

Carrell Ann Farmer                                     

The Reiki Master Attunement symbol Daikomyo, a...

The Reiki Master Attunement symbol Daikomyo, also spelled Dai Ko Myo and abbreviated DKM. (Photo credit: Wikipedia)

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